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Il Sentiero dei Nomi

Il Sentiero dei Nomie:

Un progetto per preservare la memoria di un luogo e la sua biodiversità



 



Ricostruire l’identità culturale di un luogo e del suo paesaggio e preservarne la memoria partendo dal toponimo, è l’ambizioso progetto denominato il “Sentiero dei Nomi” che interessa la valle di Santa Maria in Campolungo, frazione di Urbania, realizzato dal Comune di Urbania, Assessorato all’Ambiente, dalla Comunità Montana Alto e Medio Metauro, dall’Associazione naturalistica “Il Ghiro” e dal Gal Montefeltro Leader.

Dare un nome ad un luogo, da sempre, ha costituito la prima forma di possesso dell’ambiente naturale da parte dell’uomo. Dare uno sguardo all’origine per ricostruire un tracciato di identità e custodirne la memoria è l’obiettivo del progetto il “Sentiero dei Nomi” che mira alla valorizzazione naturalistica e ambientale di un’area ricca di emergenze botaniche e faunistiche al fine di approfondire la conoscenza di ambienti arcaici legati al paesaggio ed ai suoi antichi nomi.

L’itinerario, di grande interesse storico-naturalistico e uno dei più suggestivi della zona, si snoda lungo la valle di Santa Maria in Campolungo, frazione di Urbania, passando per San Martino per 2 ore e 30 minuti circa di percorrenza a piedi (tracciato verde sulla mappa). E’ un itinerario ad anello, praticabile da chiunque: gli amanti della natura, i turisti domenicali, i gruppi di famiglie, i praticanti di sport all’aria aperta, gli appassionati di mountain bike, della natura e dell’ambiente, e ideale per la formazione e l’educazione ambientale degli studenti delle scuole primarie e secondarie e degli istituti di scuola superiore.

Il percorso didattico è segnalato da cartelli informativi che illustrano il toponimo (dal greco tòpos, luogo, e ònoma, nome) ed è completato da altre informazioni circa alcune scoperte relative al luogo, alla flora e alla fauna e corredate di immagini fotografiche. I nomi riportati sono i toponimi presenti nel paese che documentano attività, usi, costumi di un tempo, di un passato ormai remoto che rischia di scomparire e recuperati grazie alle testimonianze degli anziani del luogo e confermati attraverso riferimenti storici e letterari.

Tra le curiosità etimologiche, senz’altro degno di nota, è il nome del primo luogo segnalato, definito la Fonte dell’Orsa. Il nome lascia intuire che questi luoghi erano un tempo frequentati dall’orso. Partendo dal toponimo si è potuti risalire ad alcuni documenti che confermano la presenza di esemplari di orso bruno fino verso la metà del 1800, i cui resti sono stati ritrovati anche nelle vicine grotte di Monte Nerone.

Per maggiori informazioni: Nico Amatori 3479305711